Scusate se fra un po’ le vostre aspettative, intendo quelle sviluppatesi dopo aver letto il titolo, cadranno miseramente nel vuoto sfasciandosi tristemente in terra, ma a volte la vita è veramente crudele. Dico questo perché sicuramente leggendo il titolo avrete pensato: wow, un altro post autoreferenziale di Wick, dove ci racconterà chissà quante cose fighissime su di lui, sul brutto di Internet, che ovviamente è lui, e non solo, cioè che non è solo il brutto di Internet ma di un sacco di altri posti… etc. etc. E invece no, mi spiace, il post è di tuttaltro genere, ma vi ringrazio comunque per il pensiero carino. Siete sempre i migliori (come no…).
Il brutto di Internet, dopo di me, è che è un posto dove ognuno può dire la sua, anche troppo, e qualsiasi minchiata fa presto il giro del mondo, cosicché, per esempio, un giorno mentre prendi un caffè al bar senti il tizio in giacca e cravatta accanto a te che fa ad alta voce: «Lo sai che i governi di tutto il mondo controllano la nostra mente con le sc13 ch1m1ch3?!?» e tu sputi il caffè bollente in faccia al barista — anche perché non sai come abbia fatto il tizio incravattato a pronunciare i numeretti.
In questi giorni, in particolare, mi perplime la diffusa dietrologia sull’aggressione a Silvio Berluschino: credo sia una delle teorie più improbabili in cui mi sono imbattuto di recente. Tra ombre inopportune (ehi, come mai nella confusione più totale i cameraman non inquadrano bene ogni minimo dettaglio?!?) , sangue sospetto (neanche fossero tutti specialisti tipo Dexter) e reazioni troppo immediate (strano che un tizio colpito al volto si copra all’istante il viso con le mani, eh?) sembra la fiera del “dai vediamo i complotti dove non ci sono!”.

Ora, per amore della pace facciamo finta che le presunte incongruenze ci siano veramente. Benissimo (si fa per dire), qual è la teoria? Berluschino (o chi per lui) ha assoldato uno psicolabile per sfigurarlo in volto? Se c’è una cosa che dovremmo aver imparato in questi quindici anni è che il nostro premier è sin troppo furbo, che razza di piano idiota è questo? Una volta preso (perché era matematico che sarebbe stato preso, in quella folla, senza vie di fuga) cosa avrebbe impedito all’aggressore che non sta troppo bene con la testa di raccontare tutto? Ma poi i finti attentati non si fanno mica così: si mettono una o due bombe che non esplodono (o esplodono facendo pochi danni), le si attribuiscono a degli anarchici a caso e poi si strilla all’emergenza democratica, quale imbecille correrebbe davvero il rischio di morire o perdere un occhio o cose così?
Poi, ovviamente, c’è chi dice che in realtà non è stato colpito affatto, o che è stato colpito di striscio. Certo: tutti possono immaginare quanto sia facile montare una scena simile di fronte a migliaia di testimoni oculari (tra cui, ricordiamolo, diversi contestatori del Cavaliere).
Discorso a parte vale per quelli che ventilavano l’ipotesi che Google, per qualche motivo parte del complotto, censurasse le immagini dell’aggressione, quando da Mountan View dicevano che ci voleva solo un po’ di tempo perché comparissero — cosa che infatti è successa.
In questo caso per me è stato automatico pensare immediatamente a un’illuminante citazione di Pasolini sui complotti:
Soprattutto il complotto ci fa delirare. Ci libera da tutto il peso di confrontarci da soli con la verità.
Questo cosa vuol dire? Che, semplicemente, sembra assurdo che un folle possa colpire così facilmente il nostro Presidente del Consiglio, e sembra assurdo soprattutto a quelli che vivono lo Stato come un qualcosa di onnipresente, infallibile, intoccabile: neghiamo l’evidenza perché non possiamo accettare la fallacia dei servizi di sicurezza. Perché di questo si è trattato: di una grave mancanza della security, come hanno fatto ben notare ad Annozero giovedì scorso in una illuminante ricostruzione dell’accaduto.
Penso che oramai sul piano emotivo gli antiberlusconiani abbiano, paradossalmente, una tale considerazione nell’infallibilità di Berluschino che non possono accettare che, in questa occasione (e non solo), egli abbia semplicemente sbagliato tutto, sotto il profilo della sicurezza personale.