TVUMDB

» Scritto da Wick il 12/02/2010 alle 13:08  » 4 commenti
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Ieri parlavo con una ragazzina di 11 anni, una di quelle di cui mi occupo al servizio civile, e mi sono reso conto che non aveva la minima idea di chi fossero Bill Clinton e Monica Lewinsky e di tutto ciò che era successo. Considerandolo gravissimo, dato che mi sembra una delle pagine di storia contemporanea più esilaranti e affascinanti, ho iniziato a raccontarle, in linea generale, il contesto per poi entrare nei dettagli (ma non troppo). Per come la vedevo io si sarebbe dovuta emozionare e avrebbe dovuto ridere a crepapelle, ma, per motivi a me ignoti, era disinteressata alla mia narrazione, ma soprattutto non credeva a una parola di quello che dicevo — non ho la faccia seria, inoltre i miei pargoli mi conoscono bene. A quel punto allora ho detto che stavo scherzando e che mi ero inventato tutto, quindi ho iniziato davvero a sparare cazzate su chi fossero questi due tizi di nome Bill Clinton e Monica Lewinsky, ma la soglia d’attenzione della ragazzina era diminuita ancora di più e, ignorandomi totalmente, mi ha dato un foglietto su cui aveva scritto TVUMDB. Io finalmente mi sono stato zitto, l’ho guardata senza sapere che faccia fare, poi lei ha ripreso il foglio strappandomelo dalle mani e ha completato l’acronimo scrivendo Ti Voglio Uccidere Mentre Dormi Beatamente e me l’ha ridato sghignazzando. Ho messo il foglietto nel libro che sto leggendo, cercherò di conservarlo con cura.

La legge del più forte, AKA: scusate lo sfogo

» Scritto da Wick il 11/02/2010 alle 13:17  » 4 commenti
» Categorie: avanzi, tag:

Io c’ho i miei bei problemi, e ce ne ho tipo una carrettata e mezza. Per affrontare questi miei problemi, nel corso degli anni, mi sono costruito un mondo di regole e regolette da rispettare: in un modo quasi patologico1 sono andato sempre più convincendomi che, restando nel recinto di queste e altre regole, tutto sarebbe stato sotto il mio controllo, io sarei stato sempre dalla parte del giusto, sarei stato premiato a lungo andare. Crescendo, ovviamente, mi sono reso conto che così non è: per quanto io possa rispettare le regole, gli altri non lo fanno, e quindi lo stesso tutto andrà allegramente a puttane — ovvero, come leggevo sulla mia dashboard, sperare che il mondo ti tratti bene perché sei una brava persona è come pensare che un toro non ti attaccherà solo perché sei vegetariano.

Bene, io da qualche anno, ormai, vivo a Bari. Non so se conoscete Bari — Tarantini, Vendola e D’Alema a parte, intendo —, ma qui più o meno funziona che c’è una sola regola: quella del più forte. Funziona per la strada, almeno. Questo vuol dire che, per fare un esempio, se io sono un pedone e sto attraversando la strada sulle mie brave strisce pedonali e tu sei un automobilista che viaggia a tutta velocità nel bel mezzo della carreggiata e, non curante del codice della strada che prevede che io abbia la precedenza, mi sfrecci davanti costringendomi a fare due passi indietro per tornare sul marciapiede rinunciando, così, al mio diritto di passare prima di te solo perché in un eventuale impatto tra il parafanghi della tua Punto e il mio molle corpicino quest’ultimo avrebbe la peggio, io ho perso il controllo della situazione, e qualcosa in me si chiede come sia possibile, dato che io ho evidentemente ragione e tu evidentemente torto.2
Questo vuol dire che ogni volta che io, da pedone, da ciclista, da automobilista rispettoso delle regole, devo cedere il passo a chi fa il gradasso per abitudine, credendo di essere nel giusto perché la segnaletica stradale, dal tuo punto di vista, è solo un suggerimento che viene preso in considerazione dai più fessacchiotti — non certo da te, che sei il più furbo della città! —, inevitabilmente soffro, e ci sto male, perché sono fatto così e non posso fare altrimenti. Ogni volta io la sento come una grossa e inspiegabile ingiustizia nei miei confronti, e ogni volta una piccola parte di me muore urlando in silenzio. E, nonostante questo, non ho scelta: io devo continuare a seguire le regole, il codice della strada quanto quello morale che mi sono imposto, perché altrimenti, semplicemente, sbroccherei del tutto.

Vi odio, automobilisti arroganti, vi odio, e non saprete mai neanche quanto.

Scusate lo sfogo.

  1. Anche senza quasi, vah. []
  2. Non mi credi? Andiamo a prendere il codice della strada e controlliamo, se vuoi []

Ogni volta che snobbate Avatar fate piangere gesù bambino

» Scritto da Wick il 19/01/2010 alle 13:42  » 3 commenti
» Categorie: varie,

Provo a dire due cosette mie su Avatar, così alla rinfusa, perché ho voglia di dirle. Ah, vi avviso che questo post contiene degli SPOILER, per cui leggete a vostro rischio e pericolo.

continua a leggere »

Il brutto di Internet

» Scritto da Wick il 20/12/2009 alle 16:04  » 5 commenti
» Categorie: avanzi, tag:

Scusate se fra un po’ le vostre aspettative, intendo quelle sviluppatesi dopo aver letto il titolo, cadranno miseramente nel vuoto sfasciandosi tristemente in terra, ma a volte la vita è veramente crudele. Dico questo perché sicuramente leggendo il titolo avrete pensato: wow, un altro post autoreferenziale di Wick, dove ci racconterà chissà quante cose fighissime su di lui, sul brutto di Internet, che ovviamente è lui, e non solo, cioè che non è solo il brutto di Internet ma di un sacco di altri posti… etc. etc. E invece no, mi spiace, il post è di tuttaltro genere, ma vi ringrazio comunque per il pensiero carino. Siete sempre i migliori (come no…).

Il brutto di Internet, dopo di me, è che è un posto dove ognuno può dire la sua, anche troppo, e qualsiasi minchiata fa presto il giro del mondo, cosicché, per esempio, un giorno mentre prendi un caffè al bar senti il tizio in giacca e cravatta accanto a te che fa ad alta voce: «Lo sai che i governi di tutto il mondo controllano la nostra mente con le sc13 ch1m1ch3?!?» e tu sputi il caffè bollente in faccia al barista — anche perché non sai come abbia fatto il tizio incravattato a pronunciare i numeretti.

In questi giorni, in particolare, mi perplime la diffusa dietrologia sull’aggressione a Silvio Berluschino:1 credo sia una delle teorie più improbabili in cui mi sono imbattuto di recente. Tra ombre inopportune (ehi, come mai nella confusione più totale i cameraman non inquadrano bene ogni minimo dettaglio?!?) , sangue sospetto (neanche fossero tutti specialisti tipo Dexter) e reazioni troppo immediate (strano che un tizio colpito al volto si copra all’istante il viso con le mani, eh?) sembra la fiera del “dai vediamo i complotti dove non ci sono!”.

Ora, per amore della pace facciamo finta che le presunte incongruenze ci siano veramente. Benissimo (si fa per dire), qual è la teoria? Berluschino (o chi per lui) ha assoldato uno psicolabile per sfigurarlo in volto? Se c’è una cosa che dovremmo aver imparato in questi quindici anni è che il nostro premier è sin troppo furbo, che razza di piano idiota è questo? Una volta preso (perché era matematico che sarebbe stato preso, in quella folla, senza vie di fuga) cosa avrebbe impedito all’aggressore che non sta troppo bene con la testa di raccontare tutto? Ma poi i finti attentati non si fanno mica così: si mettono una o due bombe che non esplodono (o esplodono facendo pochi danni), le si attribuiscono a degli anarchici a caso e poi si strilla all’emergenza democratica,2 quale imbecille correrebbe davvero il rischio di morire o perdere un occhio o cose così?
Poi, ovviamente, c’è chi dice che in realtà non è stato colpito affatto, o che è stato colpito di striscio. Certo: tutti possono immaginare quanto sia facile montare una scena simile di fronte a migliaia di testimoni oculari (tra cui, ricordiamolo, diversi contestatori del Cavaliere).

Discorso a parte vale per quelli che ventilavano l’ipotesi che Google, per qualche motivo parte del complotto, censurasse le immagini dell’aggressione, quando da Mountan View dicevano che ci voleva solo un po’ di tempo perché comparissero — cosa che infatti è successa.3

In questo caso per me è stato automatico pensare immediatamente a un’illuminante citazione di Pasolini sui complotti:

Soprattutto il complotto ci fa delirare. Ci libera da tutto il peso di confrontarci da soli con la verità.

Questo cosa vuol dire? Che, semplicemente, sembra assurdo che un folle possa colpire così facilmente il nostro Presidente del Consiglio, e sembra assurdo soprattutto a quelli che vivono lo Stato come un qualcosa di onnipresente, infallibile, intoccabile: neghiamo l’evidenza perché non possiamo accettare la fallacia dei servizi di sicurezza. Perché di questo si è trattato: di una grave mancanza della security, come hanno fatto ben notare ad Annozero giovedì scorso in una illuminante ricostruzione dell’accaduto.

Penso che oramai sul piano emotivo gli antiberlusconiani abbiano, paradossalmente, una tale considerazione nell’infallibilità di Berluschino che non possono accettare che, in questa occasione (e non solo), egli abbia semplicemente sbagliato tutto, sotto il profilo della sicurezza personale.

  1. Non ho voglia di cercare video, ché io mi irrito, fate voi: su youtube e facebook ne trovate a decinaia. []
  2. Suona familiare? Ops! []
  3. E scusate se linko il mio stesso tumblr u_u []

Le teste

» Scritto da Wick il 04/12/2009 alle 0:30  » 2 commenti
» Categorie: libri, tag:

More about Le testeHo smesso di seguire Genna come facevo un tempo, per cui sono stato sorpreso e felice come un bambino quando ho trovato in libreria il nuovo e conclusivo capitolo della saga dell’ispettore Lopez. Avevo una certa idea di cosa mi sarei potuto aspettare dal romanzo — anzi, dal romanzo, come direbbe il miserabile autore1 — e, nonostante questo,2 mi sono imbarcato nella sua lettura: sapevo benissimo che Genna ha abbandonato da tempo la strada del thriller per il thriller3 già dai tempi di Grande madre rossa, se non prima, il che vuol dire che ha shuntato le storie di Lopez verso un qualcosa di più Letterario4 e antipopolare. A me, personalmente, questo voler fare letteratura di genere con tendenze wannabe Letteratura5 garba poco, se non altro perché, purtroppo, il più delle volte si finisce per sfornare lavori che non soddisfano nessuno dei due tipi di palati verso cui si tende.
A me è sembrato che Genna, nonostante tutto, sia caduto in pieno in questa trappola, anche se sicuramente l’ha fatto di proposito: nel romanzo la narrazione è affiancata — o meglio, intrecciata — a parti meta-letterarie in cui si vuole smontare ciò che si costruisce, un po’ come un bambino che prende a calci le Lego con le quali sta cercando di formare qualcosa. L’impressione è che Genna ormai odi scrivere di Lopez e farlo è quasi una punizione che si autoinfligge — vai poi a capire il perché: se fossi nel suo analista partirei da qui.
Ma tutto ciò non è per forza un male: mi sono reso conto di essere stato probabilmente troppo negativo, e il libro non lo merita: se nella prima metà del romanzo le parti di narrativa e quelle meta-tali faticano a essere affiancate nella testa del lettore, verso la fine, quando si giunge sempre più vicini alla visione del disegno completo, tutto acquista una maggiore coesione e — soprattutto — un maggior senso.
Se volessimo guardare al di là della storia, comunque, ci sarebbe da riflettere sul senso dell’operazione in generale compiuta, che forse6 ha più a che fare con una catarsi di Genna stesso che con la letteratura7 o, almeno, la narrazione.
Tirando le somme posso almeno consolarmi del fatto che mi siano rimasti (a) il piacere di vedere la conclusione della saga di Lopez, (b) quello di aver letto un (posso dirlo?) noir (troppo tardi: l’ho detto) gustoso e graffiante, (c) un affetto per Genna il simpatico autolesionista e (d) i fotemi del panico.8

  1. Sei sente l’ironia qui, vero? []
  2. cfr. la nota 1 []
  3. cfr. la nota 1 []
  4. E lo dico nel senso peggiore dell’espressione. []
  5. cfr. le note 1 e 4 []
  6. Giuro di star evitando spoiler. []
  7. O la Letteratura. []
  8. cfr. la nota 1 []

Post in cui mi atteggio da «Eh, signora mia, che tempi! Che crisi!»

» Scritto da Wick il 02/12/2009 alle 15:23  » 3 commenti
» Categorie: avanzilibri, tag:

Ieri, in librieria, sono stato vittima di un fenomeno paranormale che neanche Giacobbo e Ruggeri che fanno docking l’avrebbero potuto immaginare: nell’esatto momento in cui ho preso in mano Riportando tutto a casa, mi sono trasformato in una vecchietta davanti al banco dell’ortofrutta. Non ne saprei determinare la causa, ma probabilmente c’entra qualcosa il fatto che noi blogger siamo effettivamente gli anziani del web 2.0, quelli che si lamentano dei social network e si ostinano a dire che i blog erano meglio prima, senza contare dei giorni che passiamo a osservare il cantiere di Google Wave come i migliori umarell ci hanno insegnato: siamo dei vecchi rompicoglioni, insomma.

In ogni caso, quale sia il motivo, appena ho visto il prezzo del libro, dentro di me si è fatto largo un moto di indignazione impetuoso come un Di Pietro strafatto di coca: per quei trecento (scarsi) pezzi di carta scritta chiedevano, in cambio, due pezzi di carta moneta rosa, o quattro di quelli grigi: venti eurozzi. Soffocando a stento l’urlo interiore di rabbia e raccapriccio mi sono chiesto che razza di strategia economica fosse, quella dell’Einaudi: pensate che vengono addirittura criticati da Wu Ming! Ricordiamo che Wu Ming sono quelli che mettono i propri libri liberamente scaricabili dal loro sito, e, nonostante questo, pare che vendano abbastanza da sfamare almeno cinque bocche.

Ovviamente ho lasciato il libro al suo posto, pensando che potessero tenerselo tranquillamente fino a che non si fossero degnati di pubblicarne un’edizione economica, e me ne sono andato borbottando sull’aumento dei prezzi, sull’elitarismo dei libri, sulla vecchiaia delle case editrici che non si decidono ancora a muoversi verso gli ebook e, infine, sul fatto che i dirigenti Einaudi farebbero meglio a riporre i libri nelle loro anguste cavità rettali anziché sugli scaffali delle mie librerie.

RRRRRRAAAAAGEEEEEEEE

Perché la scala da uno a dieci è troppo mainstream

» Scritto da Wick il 26/11/2009 alle 0:08  » 0 commenti
» Categorie: avanzilibri, tag:

Sto leggendo Le teste, l’ultimo romanzo di Genna, quello conclusivo della saga dell’ispettore Lopez.
Se dovessi dare un voto a quanto letto fino ad ora — sono circa a metà — con una scala di votazioni basata su attrici porno, il voto che ora esprimerei è: Sasha Grey: leggendo Le teste ci si trova di fronte a qualcosa che, proprio come la pornostar, pur restando in un sottogenere (il thriller da una parte e la pornografia dall’altra) questo sottogenere vada stretto, e che leggere l’uno come thriler e guardare l’altra come pornoattrice sia possibile, finanche auspicabile, ma riduttivo, e non solo perché c’è tanta ma tanta intelligenza dietro ambedue.
E poi, per andare oltre la scala di valori e approdare nell’analogia, c’è da dire che sia Genna che la Grey hanno abbandonato ciò che li ha resi famosi — e amati da una cerchia comunque [auto]selezionata di fan — per dedicarsi a progetti ambiziosi e teoricamente più alti.

Sasha Grey

GLI ARTOPALANTI MUTI CONTRO IL VANCELO

» Scritto da Wick il 05/11/2009 alle 14:18  » 5 commenti
» Categorie: avanzi,

Il motivo migliore per togliere i crocefissi dalle aule è per leggere i commenti furiosamente sgangherati su facebook.
Da un gruppo a caso:

cosa credono che togliendo il crocefisso, il Signore non è più …presente nelle loro vite? Gesù è sempre con noi tutti, e in questo periodo di confusione totale, ne abbiamo bisogno più che mai.IL CROCEFISSO DEVE ESSERE PRESENTE IN TUTTI I LUOGHI PUBBLICI.

(Giusy Bertozzi)

Cioè… Gesù mi stalkera?

Gli orfani della falce e martello appoggiano questa deriva radilcal-chic anticlericale, perchè non vedendo più il loro simbolo, gioiscono alla scomparsa del crocedisso, senza pensare che le nostre radici culturali sono cristiane ed è per questo che abbiamo la democrazia

(Enrico Ferrari)

Cosa c’entri la cristianità con la democrazia non si sa visto che — per dire — quella Vaticana è una delle più longeve monarchie al mondo. Ma io sono solo un radical-chic, vabbè.

per tutti gli atei PERCHé VI Da FATIDIO DIO???????
soffrite perchè non riuscite a credere allora volete colpire i credenti…..
SIAMO IL RIMORSO DELLE VOSTRE COSCIENZE……….CI VOLETE ELIMINARE COSI IL VOSTRO CUORE smette di soffrire…..quello che non volete ammettere non crdete ma soffrite……….

(Carmine Manzi)

Non me n’ero mai accorto ma in effetti è così! Soffro! Soffro perché non riesco a credere! Non ci riesco proprio!

io se vado in un paese dell’islam non posso protestare contro le preghiere che fanno dagli artopalanti ………loro protestano contro un crocefisso muto………MA LA REALTà è che il crocefisso parla… e loro con il loro megafoni sono dei muti……..come nel vancelo cè scritto SONO SOLO DEI SEPOLCHI INBIANCATI……ma dentro hanno solo del marciume………….

(Carmine Manzi)

Ok, l’internet finisce qui: questo signore ha vinto. Chiudiamo tutto e andiamo a casa: noi, coi nostri sepolchi inbiancati, non possiamo competere a questi livelli di genialità.

Dichiarazione di voto di cui non frega niente a nessuno

» Scritto da Wick il 24/10/2009 alle 11:11  » 0 commenti
» Categorie: segnalazioni, tag:

Partito della Sinistra Estinta

No, seriamente: andate a votare, fatevi convincere da questi due.

DO NOT WANT (to believe)

» Scritto da Wick il 21/10/2009 alle 14:33  » 4 commenti
» Categorie: avanzi,
DO NOT WANT

L’altro giorno parlavo con un’indigena del più e del meno quando è saltato fuori, non ricordo come, un argomento molto spinoso al giorno d’oggi: Babbo Natale. Uno dei momenti più sconvolgenti della mia vita, infatti, è stato quando ho scoperto che c’era gente che davvero, da piccola, credeva a Babbo Natale. E proprio di questo si è parlato ieri: di come quest’indigena da piccola credeva in quel vecchio panzone, e di come ci rimase male quando scoprì che non esisteva, in quanto era tutta una burla architettata dai suoi genitori.
Da bambino per me era stato molto diverso: c’era Babbo Natale, c’era la Befana, c’era la fatina dei dentini, sì, ma era ovvio che si trattava sempre dei miei genitori (o nonni, o zii, per dire). Ovvero: c’era tutta la pantomima dei regali lasciati misteriosamente sotto il presepe, ma era una pantomima di cui facevo parte anche io, cui mi prestavo volentieri perché mi piaceva il rito, ma era ovvio a tutti che si trattava solo di un gioco e che tali personaggi non esistevano. Babbo Natale e la Befana erano un po’ come i puffi, o l’Uomo Tigre, o gli angioletti: era ovvio che fossero personaggi di fantasia, ma non per questo non mi piacevano o non mi affascinavano.
È per questi motivi che ero convinto che il fatto che i bambini credessero a Babbo Natale fosse una roba da film, o al massimo da bimbi americani (che quelli sono stupidi, si sa), non da persone vere, in carne e ossa.
Che poi, mi chiedo, quando uno scopre che Babbo Natale e compagnia bella non esistono, da piccolo, come fa a non iniziare a dubitare di tutti gli altri personaggi invisibili di cui i tuoi genitori ti hanno sempre raccontato le gesta?1

  1. Ogni riferimento alle religioni è puramente voluto. []